La Cannabis: cenni di storia.

BE LOCAL, THINK GLOBAL

Ormai sappiamo tutti che la storia della Cannabis è antichissima. Ma quanto antica? Bè, per iniziare, occorrerebbe innanzitutto distinguere la fase dell’utilizzo di Cannabis prima dell’avvento dell’agricoltura e la fase della coltivazione della stessa. La prima fase potrebbe risalire ai tempi mesolitici se non a tempi addirittura precedenti. Si tratterebbe quindi di un periodo compreso tra il 10000 a.C. l’8000 a.C., quando l’uomo, oltre a nutrirsi di essa, la utilizzava per le sue proprietà curative e durante riti spirituali e funebri per via del suo principio attivo psicotropo.

I più antichi ritrovamenti archeologici che testimoniano l’impiego di fibra di Cannabis, sono stati datati attorno all’8000 a.C.. Si tratta di vasi di ceramica, con impressi segni di corde realizzate grazie alla fibra ricavata dallo stelo della pianta. Questi ritrovamenti appartenevano alla civiltà Yangshao, vissuta nella zona centro-orientale dell’odierna Cina durante il periodo neolitico.

Una pianta millenaria

A prescindere dalla datazione degli eventi storici nello sviluppo dell’utilizzo di questa pianta, che potrete trovare discordante nella maggior parte delle fonti che andrete a reperire, ciò che è certo è che la Cannabis accompagna l’uomo da millenni e l’uomo, in qualsiasi parte del mondo, ha sempre saputo sfruttarne la versatilità in ogni modo possibile.

Dagli Egizi agli Sciti, dai Persiani ai Greci e dai Sumeri, ai Babilonesi, agli Assiri fino all’inizio del 900′, l’uomo ha sempre trovato nella Cannabis una fonte infinita di opportunità, tant’è che è da sempre utilizzata in svariati modi: dalla fabbricazione di carta, al suo utilizzo in campo medico, dalla tessitura di stoffe per indumenti e alla pressatura da cui si ottengono farine e oli per citarne alcuni. L’olio di Cannabis, oltre ad essere commestibile, era spesso utilizzato anche come combustibile per l’illuminazione pubblica, come tonico per il corpo o come impacco utilizzato dalle donne di ceto sociale elevato per rafforzare i capelli.

I suoi utilizzi nel passato

La Cannabis ha inoltre avuto un ruolo fondamentale nella realizzazione di cordami e vele per la costruzione delle imbarcazioni della storia. Proprio a questo riguardo, sappiamo per certo che già nel 3500 a.C, i Fenici utilizzavano la fibra di questa pianta per tessere le vele delle loro navi. L’impiego della Cannabis in questo campo è stato poi continuo; dal Medioevo fino ad oggi essa è stata ampiamente utilizzata per fornire materiali navali alle civiltà che si sono susseguite nella storia. Persino le funi e le vele delle caravelle di Cristoforo Colombo sono state realizzate con la Cannabis, così come quelle dell’intera flotta navale inglese dal 1500 in avanti.

Nel Medioevo, la Cannabis era una coltura dall’immenso valore economico e sociale poiché grazie ad essa, si riusciva a soddisfare la maggior parte del fabbisogno mondiale di cibo e fibra. Il valore attribuito alla Cannabis non variò nemmeno dopo la fine del Medioevo; durante il regno di Enrico VIII e di sua figlia Elisabetta I infatti, i contadini erano addirittura obbligati a possedere un quarto di acro di Cannabis per non incorrere in pesanti sanzioni. Anche il re di Spagna Filippo II, seguendo le orme dei sovrani inglesi, ordinò al suo popolo di coltivare Cannabis in tutto il suo regno. Lo stesso avvenne in Nord America (quando questa terra era una colonia inglese), in un periodo compreso tra il 600′ e il 700′, venné imposto ai contadini di coltivare Cannabis soprattutto per poter rifornire di cordami e vele la flotta navale dell’Inghilterra.

Jefferson e Washington

Dopo la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America, firmata su carta di canapa (Cannabis) il 4 luglio del 1776, questa pianta continuò ad essere apprezzata per le sue caratteristiche. Thomas Jefferson e George Washington tra i padri fondatori degli Stati Uniti, erano soliti coltivarla e apprezzarla al punto da possedere vaste piantagioni, grazie alle quali ricavavano carta, tessuti per indumenti, cibo e, chissà, un buon sostituto del tabacco? Si dice che Washington coltivasse sia Cannabis Sativa che Cannabis Indica e che preferisse quest’ultima al consumo di alcol e sigarette.

Tornando alla carta in fibra di Cannabis, è doveroso citare alcuni tra i documenti più importanti della storia realizzati con questo materiale. Oltre alla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America riportiamo opere come la Bibbia di Gutenberg, la Bibbia di re Giacomo, le opere di Lewis Carroll, di Victor Hugo, di Alexandr Dumas e vorrei aggiungere l’incalcolabile quantità di documenti, purtroppo andati perduti durante le varie distruzioni dei templi e delle biblioteche del passato.

La carta in fibra di Cannabis

Generalmente si attribuisce l’invenzione della carta in fibra di Cannabis a Ts’ai Lun (105 d.C), funzionario dell’imperatore Hedi vissuto durante la dinastia Han dell’Antica Cina. Alcuni invece, suggeriscono che l’invenzione di questa carta sia ben più antica. Indipendentemente dalla data della sua invenzione, quel che importa è che attualmente, ancora avremmo la possibilità di utilizzarla e giovarne in modo sostenibile. Grazie ad essa infatti potremmo nettamente ridurre l’impatto della deforestazione sostituendola agli alberi. Giusto per fare un esempio 1 acro di Cannabis potrebbe sostituire la produzione di carta realizzata con 4 – 10 acri di alberi. La cosa davvero interessante è che la Cannabis ha un ciclo vitale di 5 – 6 mesi, un albero prima di essere utilizzato per produrre materiali dovrà crescere per almeno 15 anni. La Cannabis inoltre è ricca di cellulosa, ne possiede dal 70 all’85%, un albero ne contiene circa il 30%, e la qualità di carta realizzata con la Cannabis è nettamente migliore rispetto all’altra, poiché non tende a ingiallimento ed è molto più resistente.

Da migliaia di anni, la Cannabis è anche una risorsa fondamentale in campo medico, utilizzata come anestetico, antidolorifico, come trattamento per abbassare la febbre, per curare la malaria, utilizzata per agevolare il parto, per curare i reumatismi, infezioni, emorragie, debolezza mentale e addirittura, come antiparassitario, si potrebbe continuare all’infinito. La possibilità di prevenire e curare certe patologie in modo naturale, come i nostri antenati hanno sempre fatto prima di noi, ci è purtroppo stata tolta durante il proibizionismo.

La lotta denigratoria

Il buio periodo della denigrazione della Cannabis, iniziato circa un secolo fa, non ha solo fatto in modo di rimuovere il sapere riguardo ai trattamenti che includono la Cannabis in campo medico, ma ci ha anche privato della possibilità di impiegarla per tutto ciò che è stata utilizzata per millenni.

Purtroppo, questa lotta denigratoria non è ancora terminata e, finché vi saranno ignoranza e interessi economici e sociali a oscurarne il vero potenziale, sarà difficile evidenziarne le infinite qualità. Difficile però, non significa impossibile, attraverso l’informazione e la divulgazione della conoscenza si può arrivare ovunque. Aiutaci a diffondere la verità! In tanti possiamo cambiare il sapere collettivo, in tanti siamo una potenza! Pensa rivoluzionario, sii la rivoluzione!

Carrello